Dott.ssa Romina Venti

PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA TERNI

psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia, psicoterapia familiare

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Psicoterapia familiare e di coppia Terni

ABBIAMO DECISO: CI SEPARIAMO MA....COME DIRLO AI FIGLI? (psicoterapia di coppia terni, terapia di coppia terni)

PUBBLICATO SU: terninrete AUTORE: ROMINA VENTI

Oggi volevo affrontare questo argomento, dato che molto spesso mi viene posta questa domanda da genitori che hanno deciso di non essere più coniugi.


La separazione è un momento molto delicato, in particolare per i figli, quindi vorrei consigliare, ai genitori che hanno deciso di fare questo passo, di chiedere una consulenza ad uno psicologo.


COME DIRLO A NOSTRO FIGLIO?


1- Dirglielo insieme.


Scegliete un momento in cui tutti insieme, senza intrusioni esterne, potete parlare di questo cambiamento familiare.


2- Dare le stesse spiegazioni.


Dovreste dare entrambi le stesse spiegazioni e risposte alle domande che lui vi porrà, non parlando di ciò che pensate del vostro partner, queste sono cose da grandi i bambini non c'entrano.


3- Creare un clima sereno.


Fondamentale è il clima che riuscirete a creare in quel momento, il più sereno possibile, senza rabbie e rancori manifesti, perché in quel momento, dovete tenere a mente che bisogna solo concentrarsi sul bambino. Il papà o la mamma devono rimanere ai suoi occhi quelli di sempre.


Certo , mi rendo conto che è difficile “collaborare” proprio nel momento in cui ci si sta allontanando , ma in questo momento dovreste farlo per vostro figlio.


4- Rassicurate vostro figlio.


Rassicuratelo, rispetto alla presenza di entrambi!

E' bene che la presenza dei genitori, fisica o almeno telefonica , sia costante o comunque, il più possibile simile a come era precedentemente. Fate in modo che ciò avvenga realmente, perché il bambino in questo momento più di qualsiasi altro momento, ha bisogno della presenza costante di entrambi i genitori.


Vostro figlio deve sapere che il papà e la mamma continuano ad essere presenti e a volergli bene come sempre e che lui non c'entra nulla con le cause o le problematiche dei suoi genitori.


IL LINGUAGGIO DA UTILIZZARE?


Il linguaggio da utilizzare è quello più adeguato all'età di vostro figlio, quello che utilizzate solitamente, deve essere un linguaggio semplice, chiaro e naturalmente veritiero, non bisogna assolutamente dire cose non vere come ad es. Papà va fuori per lavoro, ecc.



QUALI REAZIONI ASPETTARSI?


I bambini solitamente già hanno capito tutto, perché hanno visto comportamenti diversi, musi lunghi e litigi continui, quindi già sanno.

Comunque nel momento in cui glielo comunicherete potranno reagire in mille modi diversi, anche in base all'età:

  1. possono arrabbiarsi, con uno o con entrambi;

  2. possono far finta di niente;

  3. possono dire “già lo sapevo”;

  4. possono piangere e disperarsi;

  5. possono non manifestare alcuna emozione.

  6. Ecc.


Qualunque sia la reazione di vostro figlio non sarà un momento nè felice nè facile per lui, perché quella famiglia che c'era stata fino a quel momento non ci sarà mai più, “ci saranno sempre i suoi genitori” e questo è il messaggio importante da passare loro.


QUANDO COMUNICARLO?


E' importante comunicarlo nel momento in cui avrete deciso di separarvi e sarete certi di portare avanti questa decisione.


Dico questo perché a volte succede che si parla di separazione, ma poi non si riesce a metterla in pratica, questa indecisione crea molta confusione che è bene non trasmettere al figlio.


DOPO AVERLO COMUNICATO AL FIGLIO?


Anche dopo aver deciso di separarsi, aver comunicato al figlio la separazione, sarebbe consigliato fare degli incontri di mediazione per gestire al meglio i bisogni e le emozioni di vostro figlio.


QUANTI INCONTRI SAREBBERO CONSIGLIATI?


Riprendo un articolo del 1997 di Caillè “Anche i divorzi si bloccano” , il quale constata che i divorzi possono dividersi in:


  1. divorzi per “deficit di assoluto di coppia” che solitamente si svolgono bene, e basterebbe una mediazione di 4 incontri, utili a gestire i bisogni dei figli;


  1. divorzi per “eccesso di assoluto di coppia” che sono quelli che invece si svolgono molto male.

Portano a situazioni bloccate, che creano una sofferenza che potrebbe protrarsi per anni.

In questi casi sarebbe utile fare una mediazione che può andare dalle 10 alle 14 sedute in totale, (con incontri di tipo individuali, della coppia genitoriale, dei soli figli e della famiglia al completo) con l'obiettivo di sbloccare la situazione, concentrandosi sul benessere dei figli.



Caillé P., “Anche i divorzi si bloccano”, Ecologia della mente, vol.20,n°2,1997.


Dott.ssa Romina Venti

PSICOLOGA- PSICOTERAPEUTA


Viale Aleardi, n°6

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Per ulteriori informazioni potete contattarmi al cell. 3387621194

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